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| Il Regnum Christi al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, Milano 2012. | |
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P. Angel Espinosa è molto
conosciuto in Messico e in America latina come consulente familiare.
Sin dagli inizi del suo sacerdozio si è dedicato alla
consulenza di coppia, come sacerdote ma non solo.
In Italia ha già fatto conferenze nel
Lazio e in Lombardia, Sicilia, Toscana e Veneto.
Adesso, nel contesto del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, a Milano dal 30 maggio
al 3 giugno 2012, P. Angel sarà presente con la
conferenza: “Come rafforzare l’unione di coppia superando l’umanità dell’altro”, rivolta in
modo particolare alle coppie di sposi, giovani e anche no
all’interno della giornata internazionale del Regnum
Christi, presso il Centro Vismara, la mattina di sabato 2
giugno.
P. Angel, come ha iniziato l’attività di consulente?
Da 17 anni mi dedico ad ascoltare le coppie.
Le seguo spiritualmente, se lo desiderano, ma soprattutto offro loro
una consulenza, cercando di rispondere ai loro dubbi, di aiutarli
a risolvere incomprensioni e superare momenti di crisi.
Tutto è iniziato a Guadalajara, quasi
per caso (è un modo di dire, perché per Dio
niente è casuale).
Dopo
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| P. Angel Espinosa, LC | |
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aver celebrato un matrimonio, una signora mi ha chiesto il
testo dell’omelia. Io non avevo scritto nulla ma la signora
ha insistito perché ripetessi, quel che avevo detto nell’omelia, in
una conferenza. Ho accettato, quasi per scherzo e lei ha
prenotato il teatro Gallerias, a Guadalajara.
“El anillo para siempre” (La fede/anello
nuziale per sempre) la mia prima conferenza è diventata poi
il mio primo libro.
A Milano, di che cosa parlerà?
Il mio desiderio è quello di donare qualcosa,
non vado a Milano a rimproverare o dare consigli voglio
che ridiamo e che al tempo stesso facciamo un bell’esame
di coscienza, tutti insieme.
Il
titolo della conferenza, in spagnolo, è: “Ponle fuerza
a lo debil”, l’ha scelto mia sorella in prossimità di
una conferenza in Messico, perché bisognava stampare gli inviti. Ma
riassume bene il contenuto della conferenza stessa.
Il nostro vero punto
debole siamo noi stessi! Ci sposiamo perché sentiamo di essere innamorati e
ci convinciamo che durerà per sempre, ma il matrimonio (e
un matrimonio felice) non è solo una questione di amore.
Dobbiamo lavorare su noi stessi, e lavorare tanto,
per rinforzare i nostri punti deboli! Nella conferenza propongo un
paragone tra le malattie del corpo e quelle dello spirito,
per spiegare come alcuni atteggiamenti siano sbagliati e da “curare”
come si curano le malattie del corpo. Esiste una sorta
di “cecità spirituale”: quella di chi non vuole vedere tutto
il male che fa e tutto il bene che potrebbe
fare, tutto il bene che fa il coniuge… e così
una sordità spirituale, oppure la sclerosi del cuore, cioè la
durezza degli atteggiamenti, delle opinioni che non vogliamo cambiare.
Partecipare a queste conferenze non è
solo un fatto culturale: prendere coscienza delle nostre debolezze è
il primo passo per lavorarci sopra e migliorare tanto il
rapporto di coppia. La gente che partecipa trova tanti spunti
di riflessione, non parlo solo alle coppie in crisi ma
anche a quelle giovani e a quelle più mature che
hanno ancora bisogno di scoprire qualcosa di se stesse o
solo di un incoraggiamento per cambiare atteggiamento.
Alcuni scopriranno quanto è vicina a portata di
mano la felicità, proprio all’interno della vita coniugale.
Quali sono i problemi più
comuni delle coppie di oggi?
La mancanza di tempo, di comunicazione e di spiritualità.
Partendo dall’ultima dico spesso che,
oggi, si fanno matrimoni nel Signore, senza il Signore!
Il tempo, in parte, manca davvero,
se nella coppia entrambi lavorano, se vivono in una grande
città in cui il traffico rende lunghi gli spostamenti.
Dobbiamo imparare a gerarchizzare le
cose della nostra vita, sbarazzarci di quel che non è
importante, anche degli animali domestici, per esempio, che richiedono cure
e tempo, della televisione, perché tutte queste cose tolgono tempo
alla coppia, alla comunicazione. E dall’altra parte dobbiamo favorire le
nostre attività insieme: per esempio uscire insieme da soli almeno
una volta alla settimana!
Io uso spesso l’espressione: «Voler volere», per dire che non
basta avere il desiderio del cuore, bisogna mettere in moto
la volontà. Qualche occasione si trova sempre.
L’IMF a che cosa serve? Perché
lo consiglierebbe a una coppia?
Prima di tutto c’è il Papa. Negli anni in cui
ho vissuto a Roma, è diventato quasi scontato poter vedere
il Papa, ogni domenica e nelle grandi celebrazioni pasquali, per
esempio. Ma non per tutti è così. Andare a Milano
significa vedere il Papa ma anche farci vedere da lui,
sostenerlo! Con la nostra presenza è come se gli dicessimo
che siamo con lui, che la Chiesa è forte intorno
a Lui.
E poi
per una famiglia è sempre arricchente incontrare altre famiglie: soprattutto
quando si vive un momento di difficoltà o solo di
stanchezza, scoprire che altri vivono le stesse cose può essere
di grande conforto e aiuto. Non ci sono famiglie perfette
ma si può fare molto perché ci siano famiglie felici...
Non è
strano che sia un prete a consigliare le coppie di
sposi?
È una domanda che
ricevo spesso e rispondo con un paragone abbastanza chiaro: i
migliori ginecologi del mondo sanno perfettamente come gestire una gravidanza
eppure non ne hanno mai avuta una!
I migliori arbitri di boxe raramente sono ex
lottatori eppure sanno perfettamente quando un pugile commette un fallo,
quando fa molto male all’avversario.
I preti ascoltano in confessione e in direzione spirituale tantissima
gente! E, al di là delle regole della morale cattolica,
che sono alla portata di tutti, imparano dall’esperienza positiva e
negativa di tante coppie quel che poi mettono al servizio
di altri, come consiglieri.