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Orvieto 2012
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE
Famiglia Missionaria, come è consuetudine, alla processione del Corpus Domini a Orvieto.

Famiglia Missionaria
S.E.R. il Card. Angelo Bagnasco insieme al gruppo di “Famiglia Missionaria”.

Famiglia Missionaria ha preso parte, anche quest’anno, alla processione del “Corpus Domini”, a Orvieto, lo scorso 10 giugno 2012.

Da diversi anni le famiglie collaborano con i parroci di orvieto e dintorni durante le Missioni della Settimana Santa e poi, in occasione della “processione del Corpus Domini”, svolgono il servizio d’ordine per favorire e facilitare il percorso ai tanti che si accalcano per prendere parte alla processione.

Quest’anno ha presieduto la celebrazione della S. Messa, S.E.R. il Card. Angelo Bagnasco (che al termine ha salutato e ringraziato i membri di Famiglia Missionaria).

La Chiesa celebra l´Eucaristia e vive di essa” ha detto nell’omelia. “In questo santissimo Mistero, come ricorda il Concilio Vaticano II, è racchiuso tutto il tesoro della vita cristiana: il Dio-con-noi pellegrini del tempo, Colui che sostiene i nostri passi e ci rialza dalle cadute; il Dio-per-noi con il sacrificio della sua vita sull´ altare della croce. E´ sempre una novità che ci attende ogni volta che celebriamo o partecipiamo ai divini Misteri. Per questo la
Famiglia Missionaria
Celebrazione Eucaristica inizia con l´atto penitenziale, atto di umiltà e di fiducia, per invocare la misericordia di Dio e disporci ad incontrare il grande Protagonista della Liturgia, Cristo.

"Il Maestro dice: dov´è la mia stanza in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Queste parole Gesù le dice ai suoi e le ripete a noi. Il Signore cerca un luogo per compiere il gesto anticipatore del Calvario, e insieme il più intimo che lascerà alla Chiesa: il dono del suo corpo e del suo sangue, il mistero della sua vita data per il mondo. Egli continua, nella storia, a chiedere un luogo preparato; ma quale sarà questa stanza nella quale rinnovare fino alla fine del tempo il dono supremo dell´amore? E´ la stanza della Chiesa, la Sposa del suo cuore, il suo mistico Corpo: Lui, il tre volte Santo, e noi poveri uomini redenti dal sacrificio della sua vita. E´ dunque la comunità cristiana la stanza che il Maestro cerca per celebrare il memoriale della sua Pasqua, il banchetto della vita eterna, il sacramento della sua reale presenza. Sì, l´Eucaristia fa la Chiesa ma la Chiesa fa l´Eucaristia: per questo sempre di nuovo deve farsi luogo ospitale, perché il Mistero si compia di nuovo e l´uomo veda accendersi una sorta di incandescenza, un roveto ardente affinché il mondo non muoia di gelo. Com´è fredda terra quando si allontana da Dio! L´uomo cerca il fuoco per scaldare la sua vita e renderla feconda. Ma come potranno i nostri poveri cuori, come potremo noi ministri di Dio, come potrà la comunità cristiana accogliere Colui che i cieli non possono contenere? Come potremo ospitare Colui senza del quale siamo una terra inospitale per tutti, ostile perfino a noi stessi? Non è forse Cristo che ci rende capaci di amore, di perdono e di fiducia? E potrebbe Lui entrare nella stanza della nostra anima se fosse disadorna di queste ricchezze? Come possiamo arricchire la nostra sala se Lui stesso non ci arricchisce con i suoi doni?

Sostiamo pensosi, e sentiamo la nostra impotenza ad accogliere il Signore che ci spalanca il cielo per farci partecipare alla Liturgia eterna. E ci accorgiamo che per ospitarlo nella stanza interiore dell´anima dobbiamo chiedere a Lui di ospitarci nel suo amore che purifica, invera e sostiene. Tendiamo l´orecchio della fede, e sentiamo giungere da lontano la sua voce che ripete: "Senza di me non potete far nulla". Solo allora approdiamo alla verità che appaga e consola: comprendiamo che per prepararGli una dimora degna del suo sacrificio dobbiamo lasciarci arricchirci con la sua grazia. Dobbiamo prostrarci davanti a Lui e chiedergli il
Famiglia Missionaria
dono di lasciarci amare da Dio. Ma è così difficile lasciarsi amare? Non è forse il desiderio del cuore umano, la spiaggia a cui ogni uomo anela? E´ meraviglioso ma difficile, perché significa arrendersi a Dio; e arrendersi, lasciare il timone della propria vita a un altro – seppur Dio – è difficile per l´uomo che porta in sé l´istinto della potenza e il germe della presunzione.

Cari Amici, davanti a Gesù-Eucaristia, chiediamo il dono dell´umiltà e della docilità a Dio e alla Chiesa, nostra Madre e Maestra. Il dono della benevolenza che sa perdonare perché tutti abbiamo sempre bisogno di perdonare e di essere perdonati. Il dono della fiducia per guardarci gli uni gli altri con rinnovata stima, il dono di guardare in avanti con serenità e gioia: "Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?". Allora, Cristo entrerà nella nostra stanza per il mistero dell´ amore eucaristico; e noi ne saremo rinnovati, capaci di dono in una vita eucaristica che è il grembo vivo della fecondità e della gioia che ogni uomo va cercando: la gioia cristiana. Amen. (leggi tutto:
http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=3303).

 

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2012-06-14


- Galeria
 
 
- "Corpus Domini", Orvieto 10 giugno 2012

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