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“Sulla Tua parola getterò le reti” (Lc 5,5)
MESSICO | APOSTOLATO | TESTIMONIANZE
“Signore, sulla Tua parola siamo venute in Messico. Non confidando nelle nostra capacità, ma sulla Tua parola”

Valentina Raffa
«Tutto quello che ci faceva paura prima di partire ha perso consistenza nel momento stesso in cui l’aereo è atterrato».

Di Valentina Raffa

Cristo ci ha invitato ad andare in missione, raggiungendo ciascuna di noi per una via diversa, ma tutte abbiamo risposto “si”. Con altre ragazze provenienti da tutta Italia ci siamo ritrovate a San Jeronimo prima e dopo a Calpulalpan, due villaggi a poca distanza da Città del Messico, per vivere la missione organizzata da Gioventù e Famiglia Missionaria. Abbiamo attraversato l’oceano per raggiungere il Messico, abbiamo parlato una lingua che non avevamo studiato, abbiamo incontrato un popolo che ha una fede profonda e radicata: anche questa è stata un’esperienza nuova.

“Che cosa racconteremo al ritorno?” ci chiedevamo.

I sorrisi della gente, l’accoglienza ricevuta, i giochi con i bambini. Oppure le difficoltà della convivenza forzata con altre quindici persone, la stanchezza dopo una giornata in mezzo alla gente.

“Che bisogno c’è di andare in Messico, se dietro l’angolo di casa c’è gente che ha bisogno?” ci hanno chiesto. Siamo andate in Messico ad abbandonare le nostre ultime resistenze, la nostre paure, ad incontrare Cristo nei sorrisi gioiosi di persone che vivono senza cellulare, senza televisore, senza lavatrice, senza l’acqua calda per la doccia. Siamo andate in Messico per fare un
Valentina Raffa
«Non siamo andate in missione perché siamo buone e brave, ma per aver liberamente risposto ad una proposta che ci è stata fatta».
po’ di silenzio nel cuore e aprirci all’ascolto di Dio, e tornare a casa, in famiglia, in parrocchia, al lavoro rinnovati e rinvigoriti nel corpo e nello spirito.

La missione inizia con la preghiera del mattino. Le nostre voci sono forti e chiare, come se le poche ore di sonno e la scomodità del sacco a pelo non ci riguardassero. La riflessione è un po’ più impegnativa, parliamo una alla volta e inevitabilmente raccontiamo qualcosa della nostra esperienza di vita e di fede: gli stessi commenti cercheremo più tardi di tradurli in un traballante spagnolo, nelle case della gente che è disposta a pregare con noi e a raccontarci a sua volta qualcosa della propria vita, così diversa dalla nostra.

Rinvigorite dalla preghiera comune, quasi non ci accorgiamo che ancora una volta la nostra giornata inizia senza il caffè, e, due a due, ci avviamo verso il paese. Entriamo nelle case, regaliamo una caramella ai bambini, un rosario agli adulti, parliamo con i ragazzi per strada, invitiamo tutti a raggiungerci nel cortile della Chiesa, nel pomeriggio. Dall’espressione del viso non indoviniamo il loro pensiero: hanno una mimica facciale molto ridotta rispetto alla nostra, sembrano poco interessati a noi, invece nel pomeriggio ci raggiungono tutti e portano amici e fratellini.

I bambini scandiscono le parole per farsi capire, ma non riescono a pronunciare i nostri nomi! L’incapacità di comunicare con i “mezzi tradizionali” non c’impedisce di giocare insieme, di cantare e persino di recitare con loro il rosario!

Alcuni bambini hanno i sandali, e le maniche corte, altri hanno gli stivali imbottiti e la felpa: ognuno ha indossato i suoi vestiti migliori, senza troppo badare alla temperatura esterna che per altro è variabile (siamo a circa 2500 metri sul livello del mare).

Sono in festa
Valentina Raffa
«Siamo andate in Messico per fare un po’ di silenzio nel cuore e aprirci all’ascolto di Dio, e tornare a casa, in famiglia, in parrocchia, al lavoro rinnovati e rinvigoriti nel corpo e nello spirito».
perché ci siamo noi e si sono vestiti eleganti!

Ancora una volta, senza bisogno di parole ci stanno dicendo qualcosa.

Le missionarie sono incantate! Ci rendiamo conto di ricevere da queste persone molto più di quello che riusciamo a dare, ma questo non ci scoraggia, anzi, ci spinge ad aprirci ancora di più alla gente che incontriamo, e soprattutto all’ascolto della parola di Dio.

Non siamo andate in missione perché siamo buone e brave, ma per aver liberamente risposto ad una proposta che ci è stata fatta.

Tutto quello che ci faceva paura prima di partire ha perso consistenza nel momento stesso in cui l’aereo è atterrato. La vera difficoltà è stata andare via, lasciare quei faccini sorridenti, la catechista che piange, il parroco che ringrazia commosso, i nostri ospiti che ci invitano a tornare, gli ultimi baci, gli ultimi abbracci e intanto le campane della Chiesa suonano a festa, dal tetto volano giù coriandoli e palloncini colorati per la gioia dei bambini, mentre i grandi fanno esplodere fuochi d’artificio perché non ci sono parole per esprimere la gioia di questo tempo trascorso insieme.

Si, Signore, sulla Tua parola siamo venute in Messico. Non confidando nelle nostra capacità, ma sulla tua parola. E adesso siamo tornate.

Per informazioni ed iscrizioni alle attività di Gioventù e Famiglia Missionaria si può consultare il sito www.demisiones.com o scrivere una email all’indirizzo gjmissionaria@arcol.org


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2009-07-28


 
 

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