di Alessia Franco
Lo scorso 8 novembre
ho partecipato, per la seconda volta, al pellegrinaggio degli Universitari
di Roma ad Assisi. E’ stata un’esperienza che ho atteso
con molta gioia dato che l’anno precedente era stata profondamente
arricchente.
In quel giorno, la
disposizione del mio animo era sicura di voler fare questo
incontro con altri giovani come me e camminare per i
luoghi dove visse San Francesco, per amore a Dio. Nonostante
la stanchezza per la giornata intensa, avevo nel cuore la
pace gioiosa di aver dato il mio sforzo per un
appuntamento importante che mi aveva permesso di stringere di più
l’amicizia con Gesù. Incontrare altri giovani in ricerca (più o
meno consapevole), vivere momenti di integrazione, partecipare alla Santa Messa
celebrata per renderci messaggeri di speranza, compiere il benedetto pellegrinaggio,
pranzare insieme e condividere i nostri vissuti, accostarsi al sacramento
della Riconciliazione e adorare Gesù Eucaristia, terminare con una lunga
fiaccolata di ritorno. Sono stati momenti che mi hanno riempito
il cuore di gioia e mi hanno resa innamorata di
Gesù. Ho sperimentato nella fede, la
Sua mitezza, la Sua
misericordia, la Sua presenza accompagnatrice.
Il
pellegrinaggio degli Universitari ad Assisi è un momento di grazia
e, come ogni circostanza, vale la pena viverlo in pienezza
per fare ritorno a casa col cuore ricco d’amore, un
amore ineffabile e profondo. Inoltre è l’occasione per ricollocarsi nel
mistero della vita e comprendere che l’obiettivo di noi studenti
non è solo formarci per essere competitivi nel mondo del
lavoro, ma anche quello di aiutare la nostra società ad
essere migliore, riscoprendo i valori che rendono la vita veramente
degna per gli uomini e per tutto il creato. Da
soli è difficile, ma stando in comunione con Dio, il
cuore e la mente si aprono, le nostre opere acquisiscono
un significato nuovo e viviamo in pace. Per questo credo
valga la pena essere alla sequela di Cristo, d’altra parte
ciò che è fondamentale nella vita è amare. E Lui
è il Maestro.