Cari
fratelli e sorelle,
all’avvicinarsi della
Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012, desidero condividere
con voi alcune riflessioni su un aspetto del processo umano
della comunicazione che a volte è dimenticato, pur essendo molto
importante, e che oggi appare particolarmente necessario richiamare. Si tratta del rapporto tra silenzio e parola: due momenti
della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere
un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone.
Quando parola e silenzio si escludono a vicenda,
la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento,
o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando,
invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato.
Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza
di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio
noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con
maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci
attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci. Tacendo si permette all’altra persona
di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di
non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre
parole o alle nostre idee. [...].
Sono da considerare
con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti
sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti
di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni
di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella
essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un
versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non
trascura di coltivare la propria interiorità [...].
Parola e silenzio. Educarsi alla comunicazione vuol dire imparare ad ascoltare, a
contemplare, oltre che a parlare, e questo è particolarmente importante
per gli agenti dell’evangelizzazione: silenzio e parola sono entrambi elementi
essenziali e integranti dell’agire comunicativo della Chiesa, per un rinnovato
annuncio di Cristo nel mondo contemporaneo. A Maria,
il cui silenzio “ascolta e fa fiorire la Parola” (Preghiera per l’Agorà dei Giovani a Loreto, 1-2
settembre 2007), affido tutta l’opera di evangelizzazione che
la Chiesa compie tramite i mezzi di comunicazione sociale.
(fonte: www.vatican.va)
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