di Mariangela
Gaggiano
Cosa fai domani?
È
sabato sera, siamo tutti giovani, sul sagrato della chiesa di
San Giovanni dei Fiorentini, dopo la celebrazione Eucaristica delle 19.
Con uno sguardo accenno al mio interlocutore di
continuare. “Verresti domani con noi di Gioventù e
Famiglia Missionaria a Orvieto?”.
Cinque secondi di riflessione
e con un”sì” accetto il “pacchetto” a scatola chiusa. Le
domande le lascio per dopo... in fondo che avventura si
vive se si conosce tutto?
Cosa porta domani
Gioventù e Famiglia Missionaria a Orvieto?
La processione
storica del SS Sacramento per la celebrazione del Corpus Domini.
La domenica inizia presto. Ore 7:00 incontro all’Università Europea di Roma.
Dopo aver constatato
che Roma alle 6:30 di domenica mattina è già intasata
di pullman di turisti e, dopo aver costeggiato l’Aurelia per
un tratto sufficiente per farmi trovare in compagnia di Gabriella
e Valeria, arriviamo all’appuntamento con un ritardo sufficiente ad assicurarci
l’incontro con le prime macchine che speditamente dall’UER si avviano
a destinazione finale.
Alla guida della prima,
infatti, inconfondibile la figura di P. Francisco.
Arrivo
previsto alle ore 8.30. Orvieto non è poi così lontana.
La città ci accoglie in tutto il
suo splendore. Il verde della vegetazione che la circonda, i
fiori dei suoi balconi, i vicoletti in pietra, il silenzio,
mi riportano in una dimensione di pace ed armonia.
Dal parcheggio delle macchine, dopo pochi minuti di cammino,
da una delle stradine laterali inizio a scorgere la Cattedrale,
che pian piano appare sempre più maestosa ai nostri occhi.
Vi entriamo da un ingresso laterale. Ore 9:00.
La celebrazione eucaristica sta per incominciare. Il contrasto fra la
luce esterna della bellissima giornata e l’oscurità interna, rende i
miei occhi pigri a distinguere le varie figure, ma quasi
immediatamente un altro contrasto si dipana ai miei occhi: le
tante magliette bianche di Gioventù e Famiglia Missionaria che popolano
la navata sinistra della Cattedrale con tutte le divise di
altri gruppi: quelle delle religiose della Croce Rossa, dei membri
dell’UNITALSI, del gruppo di preghiera Padre Pio, del centro Girasole..
Tanti gruppi, in un’unica Chiesa. Penso: “È proprio
vero... Cristo ieri, oggi e sempre”.
Prendo posto,
e inizio a leggere un opuscolo che mi viene gentilmente
offerto…
«Mentre Urbano IV era in Orvieto, un
sacerdote germanico, Pietro da Praga, di costumi irreprensibili, ma angustiato
dal dubbio sulla presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia, era
in viaggio verso Roma, per implorare, sulla tomba degli Apostoli,
la grazia di liberarsene. Transitando per Bolsena, chiese di celebrare
il sacrificio della Messa nella cripta di Santa Cristina. All’atto
della consacrazione, l’Ostia si mutò miracolosamente in carne, tra le
sue dita tremanti, stillando vivo sangue che imporporò il corporale,
i purificatoi e alcune pietre dell’altare.
Urbano
IV, informato del prodigio, incaricò il vescovo Giacomo di portare
in Orvieto l’Ostia e i sacri Lini, che egli stesso
con la corte pontificia e il popolo orvietano, si recò
a ricevere sul ponte di Rio Chiaro. Dall’antico ponte mosse
il corteo in processione fino alla Cattedrale Di Santa Maria
Prisca, dove il Papa mostrò il Corporale al popolo festante,
che più tardi, sull’area della vecchia Chiesa (1290), avrebbe eretto
un tempio di insuperato splendore per cui Orvieto è universalmente
celebrata nel mondo.
Il corteo papale dal ponte
di Rio Chiaro all’antica Cattedrale è considerata la prima solenne
Processione del Sacro Corporale. Dal lontano Medioevo, ogni anno nel
Giovedì del “Corpus Domini”(dal 1977 la Domenica successiva) Orvieto rinnova
la storica processione…».
Stavo ancora meditando queste parole,
stavo ancora assaporando l’unità di una Chiesa fatta di tanti
gruppi tutti uniti a celebrare il Corpus Domini,
unica fonte di vita, quando io e altri ragazzi di
Gioventù Missionaria siamo stati chiamati a seguire un elegante signore.
Sulla sua giacca vedo uno stemma e la scritta “Confraternita
del SS. Sacramento”. Ci porta in un punto appartato della
Cattedrale e chiede il nostro aiuto nell’organizzazione della processione per
le vie della città. Il nostro compito deve consistere nel
far sì che il corteo non si spezzi durante il
cammino. Come? Ci indica delle aste poste in un angolo
della Cattedrale che terminano su di un lato con una
bandierina rossa, sull’altro una verde …«Vedrete è semplicissimo, ci assicura,
alla fine della celebrazione Eucaristica, con in testa la Santa
Croce, sfileranno prima il corteo del Podestà, poi i cortei
dei vari quartieri della città (Quartiere S. Maria della Stella,
Quartiere Corsica, Quartiere Olmo, Quartiere Serancia), poi le Corporazioni delle
Arti e dei Mestieri, poi i nobili delle Terre assoggettate
al Comune, poi i Vessilli delle Terre assoggettate al Comune,
poi le Bandiere con gli Emblemi del Comune, poi il
Capitano del Popolo e infine le Insegne dei Quartieri …
a questo punto inizierà il Corteo Religioso con in coda
il SS. Sacramento e la reliquia del Sacro Corporale, e
voi, uno a uno, vi affiancherete lateralmente sul lato sinistro
a ciascuno stendardo … dovrete sempre guardare colui che fiancheggia
lo Stendardo successivo perché quando non ci saranno problemi avrà
l’asta rivolta dalla parte della bandiera verde, simbolo che il
corteo procede in modo omogeneo senza spezzarsi, se invece avrà
l’asta rivolta dalla parte della bandiera rossa dovrete segnalare a
chi vi precede che ci sono problemi sul corteo, volgendo
anche voi l’asta dalla parte della bandiera rossa. In questo
modo la segnalazione arriverà alla testa del corteo che si
fermerà o rallenterà. Nel caso in cui voi abbiate qualche
problema volgete l’asta nel verso della bandiera rossa e solo
quando il vostro Stendardo sarà alla pari con il corteo
volgetela nel verso della bandiera verde…» Dopo questa breve spiegazione,
noi tutti riprendiamo i nostri posti per seguire il resto
della Celebrazione… e verso la fine veniamo sollecitati a seguire
nuovamente l’elegante signore per posizionarci esternamente alla Cattedrale sul lato
sinistro. Tutto procede come descritto. Bellissimo lo spettacolo di vedere
l’inizio del Corteo dalla gradinata della Cattedrale con un posto
“in prima fila”…
Dopo circa mezz’ora incomincia
il corteo religioso e noi, uno a uno ci associamo
ai diversi stendardi. Io sono la quarta. Il primo stendardo
raffigura la Messa di Bolsena, il secondo l’incontro fra Urbano
IV e il Vescovo Giacomo al Ponte di Rio Chiaro,
il terzo e cioè il mio, raffigura Urbano IV che
mostra il Sacro Corporale al popolo orvietano. Il corteo che
lo segue è costituito dal popolo in costume medievale, fra
cui anche dei bellissimi bimbi, in un carretto di legno,
trainati dai rispettivi genitori. Lo stendardo successivo, che
devo tener d’occhio, raffigura Urbano IV che incarica san Tommaso
di comporre l’officio del SS. Sacramento…
Mi
posiziono lontana dal mio Corteo, sull’estrema sinistra con l’asta ben
alzata con bandiera verde... Sembrerà una sciocchezza, ma la verità
delle cose è che le strade di Orvieto sono strette,
con diverse curve e pendenze e riuscire a controllare un
corteo con uno Stendardo posto anche a 300 metri dalla
tua posizione non è poi così immediato e semplice. Le
strade sono affollate, il mio Corteo fatto di carrettini, di
bambini, avanza lentamente sotto il sole cocente e, più di
una volta, non vedendo chi mi dovrebbe stare dietro sono
costretta a richiamare l’attenzione di chi mi precede con la
bandierina rossa… non sempre ottenendo l’effetto sperato… a volte il
corteo non si ferma... Passano più di 2 ore, e
dopo segnalazioni vane, una lunga pausa, fermi, e ci ritroviamo
nuovamente sul sagrato della Cattedrale... fino all’arrivo del SS. Sacramento
che viene posto davanti alla porta della Cattedrale. Inginocchiati noi
tutti riceviamo la benedizione solenne da S. E. Card. Giovanni
Battista Re e la processione storica termina. Noi ragazzi di
Gioventù Missionaria veniamo invitati gentilmente dalla Confraternita del SS. Sacramento
a pranzo in un ristorante adiacente alla Cattedrale… e un’altra
volta mi si ripropone la scena iniziale e quella successiva
della processione: noi ragazzi con le nostre magliette bianche, religiosi,
membri di altri gruppi tutti insieme sulla stessa tavola e
nel mio cuore le parole del S. Padre Giovanni Paolo
II: «Vi invito a far confluire i molteplici doni, a
voi elargiti dallo Spirito Santo nell’unità di un solo corpo
ecclesiale: sacerdoti, religiosi, laici»... La domenica è finita e io
torno a casa contenta di sapere che “Cristo è… ieri,
oggi e sempre”.