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S. Messa di invio in missione 2014
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE
Gioventù e Famiglia Missionaria si prepara alle missioni di Settimana Santa.

Sabato 12 a Roma e domenica 13 a Bolzano e a Padova, i missionari di Gioventù e Famiglia Missionaria hanno ricevuto la croce missionaria, durante la messa della Domenica delle Palme, com’è tradizione.

Quest’anno sono circa 300 i missionari che, da mercoledì 16 a domenica 20, saranno impegnati in 16 parrocchie di 6 diverse diocesi, in Italia.

A Bolzano ha celebrato la S. Messa P. Fernando Muñoz, L.C., nella cappella del centro del Regnum Christi.

A Padova, nella chiesa di san Canziano, hanno concelebrato P. Luca Frontali, rettore della chiesa e P. Alberto Zanetti, LLCC.

A Roma, nella basilica di Guadalupe ha presieduto al concelebrazione P. Juan José Arrieta, attuale Direttore territoriale per l’Italia.

Nell’omelia, P. Arrieta  ha invitato i giovani e le famiglie, che giovedì partiranno per le missioni, a riflettere sui personaggi della Passione del Signore.

Gesù è condannato a morte, pur avendo vissuto facendo solo il bene mentre a Barabba, un criminale, viene concessa la libertà.  Pilato, che rappresenta la giustizia, si tira indietro al momento di prendere una decisione; Simone di Cirene, se ne sta in disparte e viene obbligato a portare la croce.

Ci sono molte persone, tra quelle che incontriamo tutti i giorni, che richiamano queste figure: persone buone che vivono quasi ignorate dal mondo e persone meno buone, anche se non criminali, che godono della simpatia popolare; persone che non vogliono prendere decisioni impopolari e persone che vivono ai margini, in disparte e sono obbligate a portare pesi che non sono i loro.

«Ma noi non siamo qui per piangere» ha detto, «piuttosto per darci una mossa, per dire, anche con il nostro comportamento, che essere buoni, giusti e coraggiosi vale la pena. Se ci alimentiamo della parola di Dio sapremo non guardare solo a noi stessi, sapremo non essere il Cireneo di turno, che è obbligato a portare la croce ma sapremo prendere la croce, sapremo dare un significato a quello che facciamo e così daremo una vera testimonianza a chi si trova in difficoltà».

«Il segno della Settimana Santa» ha concluso, «non è il dolore, non è la croce, il segno della Settimana Santa è la vita perché è sostenuta dall’amore di cui dobbiamo dare testimonianza e ci fa vivere ora e ci farà vivere per sempre. Cristo ci trovi pronti!».

 


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-04-14


 
 

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