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La tua vita può avere una svolta in meglio
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE
La missione di Capodanno in Bosnia con Gioventù Missionaria, raccontata dai giovani partecipanti

Anche quest’anno la sezione padovana di Gioventù Missionaria ha guidato la missione di Capodanno in Bosnia, dal 30 dicembre al 3 gennaio con un gruppo di 60 giovani di Bolzano, Firenze, Milano, Padova, Roma e Verona, tre sacerdoti legionari di Cristo e due Consacrate del Regnum Christi.


«La missione si divide in due parti» racconta Marilena, di Padova, «in quanto alloggiamo a Medjugorje e viviamo lì alcuni momenti di preghiera, come la Via Crucis sul monte della croce e il rosario sul colle delle apparizioni. Poi c’è la missione vera e propria, che si svolge nel paese di Libjuskj che dista solo alcuni chilometri da Medjugorje. A Libjuskj ci guidano i traduttori e i referenti dei centri sociali che ci indicano le famiglie più bisognose cui andare a fare visita. Portiamo loro pacchi di alimenti e i traduttori ci aiutano a dialogare con loro. Quest’anno abbiamo visitato un campo profughi dove abbiamo consegnato alimenti e vestiti e abbiamo conosciuto alcune simpatiche signore anziane, ospiti di una casa di riposo».


Marilena ha raccolto per noi le foto della missione e le testimonianze dei giovani missionari.


«I giorni prima della partenza sono stati molto difficili» scrive Virginia, di Firenze, «mi immaginavo un viaggio noioso nel quale molto probabilmente mi sarei sentita sola poiché non condividevo la visione religiosa di tutti gli altri. Non mi sono mai sbagliata tanto in vita mia.


È un´esperienza che non si può spiegare, il miglior modo per capirla è viverla in prima persona e provare ogni sentimento al meglio; l´armonia e la gioia che Medjugorje trasmette è impressionante, se si unisce poi alle bellissime persone che formavano il gruppo allora si crea quello che molti definirebbero il paradiso terrestre, giuro che non sarei mai andata via!


Ho già ringraziato tanto per il viaggio fatto e le persone incontrate ma non sarà mai abbastanza; ho ritrovato me stessa e la mia fede in soli 4 giorni e personalmente lo considero un piccolo miracolo. Aspetto con ansia la prossima missione alla quale parteciperò sicuramente!». 


Emanuele, di Padova, racconta che si era ripromesso di non tornare più a Medjugorje, nel mese di gennaio per il freddo pungente (la temperatura scende fino a -18 gradi!). «Nel capodanno tra il 2014 e 2015 a Medjugorje la mia vita veniva stravolta dopo che avevo perso chi sa dove la bussola. Nel momento in cui Francesco mi ha detto che per questa missione avremmo alloggiato a Medjugorje sono scoppiato a ridere, perché l´ultima volta che c´ero stato, per capodanno, due anni prima, c´erano stati -18 gradi e da allora continuavo a dire che non sarei più tornato in quel periodo a causa del freddo quasi insopportabile.


"Ehi Ema, ti va di fare l´ultimo dell´anno in Bosnia con me e Leo? Andiamo ad aiutare le famiglie in difficoltà". Tutto è partito con questa chiamata un paio di mesi prima di partire. "Ciao Fra! provo a sentire se mi lasciano a casa da lavoro e ti faccio sapere". Nonostante non avessi avuto la conferma sicura dei giorni di ferie avevo già detto che ci sarai stato perché ogni volta che vado in giro con Francesco e Leonardo è un´avventura e dato che non li vedevo da qualche mese dopo il mio trasferimento a Bologna era un must. A differenza di due anni fa questa volta partivo da Padova con un cuore gioioso ed ero sicuro che sarebbe stata un´esperienza incredibile!


Così è stato! Per me era la quinta volta in questo luogo di Pace ed è stata, nella sua semplicità, la volta più forte e più bella!


Siamo andati a consegnare cibo, sorrisi e conforto alle famiglie più povere delle zona. Certi sguardi, certe frasi saranno sempre impresse nel mio cuore. Dentro di me pensavo "ho ancora il coraggio di lamentarmi?" mentre eravamo in "casa" di una famiglia: i genitori sono entrambi malati, lei ha un tumore, lui non si sa bene cosa, e hanno quattro figli dai 10 ai 15 anni.


Avrei voluto fare di più, ma il massimo è stato trattenere le lacrime. Sono stati giorni intensi, non conoscevo quasi nessuno dei missionari e ho chiesto ad ognuno di raccontarmi la sua storia.


Wow, ognuno dei miei compagni di viaggio aveva qualcosa da insegnarmi, sul viso di ciascuno di loro ho visto la netta differenza tra quando erano partiti e quando sono tornati. C´è chi ha lasciato, soprattutto alla cima del monte Krizevac, ai piedi della croce, molti pesi che il cuore ormai faticava a portare. Questo lo si notava guardando loro nei occhi!


Tutto era perfetto, i 3 sacerdoti che ci hanno accompagnato e le sorelle consacrate sono state davvero delle guide di vita che auguro a ciascuno di voi di incontrare.


Ricorda che la tua vita può avere una svolta in meglio se tu lo vuoi e se tu lo permetti a Dio!


«Fu così! Tutto d´improvviso. Il 25 sera la mia direttrice spirituale, Bonnie, mi chiama per dirmi che si era liberato un posto sul pullman per Medjugorje e che dovevo assolutamente andare! Quello stesso giorno mia mamma mi aveva regalato esattamente la quota! Dopo aver pensato un po´, l´ho chiamata e le ho detto che sarei andata! L´ultimo viaggio che fece mio padre prima di morire 4 anni fa fu proprio qui a Medjugorje e in un diario scrisse che quando si viene, è perché la Madonna ti chiama!


Così sono partita, senza sapere molto delle persone con cui sarei andata e di ciò che avrei fatto e ringrazio il cielo di aver preso questa decisione: è stata la migliore! È stata un´esperienza indescrivibile! Momenti di missione, in cui gli altri erano al centro e momenti di preghiera in cui il centro eravamo io e Dio! La cosa che più mi è rimasta nel cuore è stata la salita sul monte delle apparizioni; vedevo negli occhi di ogni persona una sofferenza, una croce. Ma allo stesso tempo vedevo nelle loro mani una speranza di vita, il rosario! Lo trattenevano nelle mani come fosse l´unica ancora di salvezza!


Mi sono resa conto che nella vita non siamo soli! È vero, ci viene affidata una croce e spesso il motivo non ci è chiaro! Ma la cosa che ho capito è che per portare questa croce non siamo soli! Dio è sempre con noi! La Madonna è pronta a dirci parole di sollievo e conforto! Le persone con cui ho vissuto questa esperienza hanno contribuito a renderla unica! Ognuno con la propria vita, con le sofferenze, le felicità e testimonianze mi hanno aiutato ad approfondire questo forte percorso spirituale! Ringrazio Dio e le persone che mi hanno accompagnato in questa breve ma intensissima esperienza! Voglio tornarci! E lo farò presto!». Fioretta, Milano.


Un ringraziamento particolare ai sacerdoti legionari e alle Consacrate del Regnum Christi che hanno accompagnato i giovani missionari e guidato i momenti di preghiera: p. Alberto Zanetti, p. Edgar Espinosa e il novello sacerdote p. Francesco Picaro insieme alle Consacrate Bonnie Campos e Alessandra Soldati.


Vuoi conoscere la data della prossima missione?


Vai su: www.gfmissionaria.it oppure contata Gioventù Missionaria su Facebook.


Guarda la galleria fotografica della Missione in Bosnia.




FECHA DE PUBLICACIÓN: 2017-01-16


 
 

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