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Studenti dell’Università Europea di Roma in visita a l’Aia
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE

Responsabilità Sociale UER 2013

di Leonardo Sferrazza, studente di Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma.

 

L’Università Europea di Roma propone agli studenti una vasta scelta di attività di responsabilità sociale, al fine di “formare persone e preparare professionisti” come dice il nostro slogan.

Queste attività, inserite nel programma accademico di noi studenti, ci permettono di ampliare il nostro bagaglio culturale, parallelamente all’attività di studio necessaria per il conseguimento della laurea nei diversi settori: giuridico, economico, storico e psicologico.

Le attività di responsabilità sociale si svolgono in diversi settori: volontariato con bambini orfani, donazione di sangue, giornate di vita in monastero, assistenza negli ospedali e viaggi di visita alle istituzioni internazionali, come il Parlamento Europeo a Bruxelles o le corti di giustizia e le organizzazioni de L’Aia, in Olanda.

La visita a L’Aia, per noi studenti dell’Università, è preceduta da alcuni incontri di preparazione, per conoscere le istituzioni che si visitano successivamente, e da un test per verificare la conoscenza della lingua inglese da parte dei ragazzi.

In ognuna di queste istituzioni erano presenti stagisti, anche italiani, che hanno fatto la scelta di offrire il proprio lavoro, a titolo gratuito e sostenendo loro stessi spese per vitto e alloggio. In cambio hanno tuttavia avuto la possibilità di espandere il proprio Curriculum Vitae con un’esperienza lavorativa in uffici internazionali di prestigiose istituzioni. Così facendo riescono tra l’altro a mettersi in contatto con le istituzioni stesse, introducendosi nel percorso ed avendo maggiori possibilità di accedere ad un’effettiva carriera in quell’ambito, o comunque a livello internazionale.

Seppur con modalità completamente differenti, a seconda del ramo scelto, tali attività di responsabilità sociale offrono agli studenti possibilità di migliorare la personalità, di ampliare i propri orizzonti e conoscere realtà e culture poco conosciute come la vita in monastero e le carriere internazionali.

In particolare il viaggio in Olanda ha permesso agli studenti interessati di perfezionare la conoscenza della lingua inglese, di conoscere abitudini, usi e mentalità oltre il confine nazionale dell’Italia. Come ci hanno detto alcuni funzionari che abbiamo incontrato, non tutti sono certamente votati ad una carriera di tipo internazionale, che può richiedere sacrifici da un lato, ed offrire maggiori soddisfazioni dall’altro. Tuttavia, anche per chi non sceglierà questo tipo di carriera, tale esperienza si aggiunge al bagaglio culturale dello studente.
Queste occasioni offrono agli studenti anche la possibilità di maturare sotto aspetti non strettamente legati allo studio. È positivo, a mio parere, che sia lasciata libertà ai ragazzi di gestire autonomamente la parte organizzativa che va oltre le visite istituzionali: prenotare il volo e l’alloggio, per es. contando anche se necessario, su un piccolo aiuto da parte dell’Università. Questo ci ha dato un’ulteriore occasione di maturare ed acquisire maggior sicurezza in noi stessi, per eventuali occasioni future.

Personalmente ritengo che queste attività di responsabilità sociale debbano essere ripetute più volte negli anni accademici. Offrono possibilità importanti per conoscere realtà diverse, e allargare le prospettive sia per una carriera lavorativa, sia per decisioni personali che possono interessare la persona stessa al termine del corso di studi.

A mio parere è fondamentale approfittare di queste occasioni, in quanto solamente conoscendo personalmente, e vivendo in queste realtà, è possibile in futuro essere liberi di scegliere quello a cui la persona è più votata.

Vorrei anche ringraziare l’Università e le professoresse Borgia e Ciciriello, che ci hanno accompagnato curando le relazioni e l’organizzazione con le istituzioni stesse.

Entrando nel dettaglio della nostra visita, abbiamo visitato il Tribunale speciale per il Libano, il Tribunale speciale per la ex Jugoslavia e l’Organizzazione Mondiale per l’eliminazione delle armi chimiche. A seconda delle disponibilità delle corti stesse, è tuttavia possibile che siano coinvolte la Corte Penale Internazionale e la Corte di Giustizia Internazionale.

La prima visita che è stata effettuata è stata quella al Tribunale speciale per la Ex Jugoslavia, un tribunale penale internazionale incaricato di giudicare i reati commessi in tempo di guerra nella Ex Jugoslavia, come genocidio, stupri, Gross Violation dei diritti umani, e reati a questi connessi.

Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a una delle udienze, in cui l’avvocato difensore ha tentato di ridurre i capi d’accusa dell’imputato, per cercare di ridurne la pena, introducendo scusanti come l’effettivo scopo aggressivo della guerra e la mancanza di prove concrete che certificassero il genocidio.

Dopo l’udienza è stato possibile parlare direttamente con uno dei giudici del tribunale, che ha illustrato in maniera eccellente la funzione effettiva del tribunale, i diversi esiti che potrebbe avere la sentenza, e le relative conseguenze che subiranno gli imputati a seguito della stessa. Si potrebbero infatti venire a creare complicazioni come la possibilità che un Paese non accetti il condannato nelle proprie carceri, o la possibilità che gli si offre di rimanere vicino alla propria famiglia. Tali complicazioni, e molte altre, potrebbero allungare i tempi del processo, o dell’allocazione che sarà poi data agli imputati qualora venissero giudicati colpevoli.

L’organizzazione per lo smantellamento delle armi chimiche (OLPW)  è un’organizzazione nata da un trattato internazionale, che ha visto la ratifica da parte di una larga maggioranza degli Stati (188), che hanno così potuto avviare le procedure per lo smantellamento.
Le armi chimiche si distinguono da quelle nucleari, sono infatti composte da elementi facilmente reperibili nel commercio, come ad esempio il cloro. Hanno un potenziale esplosivo e dannoso maggiore delle armi comunemente usate, e costi di produzione non eccessivi. Sono state tuttavia ritenute illecite da molti Stati, in quanto si ritiene che i loro metodi di uccisione violino i diritti umani. L’uccisione non è infatti immediata, ma avviene per ustioni cutanee  o disconnessioni fra i tessuti cerebrali. Tali metodi si ritiene siano troppo crudeli per il fine che poi l’arma deve perseguire. Diversi sono i siti di smantellamento, installati nelle nazioni che rinvengono armi chimiche.

L’organizzazione è composta da diversi organi ed uffici, e collabora con i Servizi Segreti delle varie nazioni. Per questo motivo è richiesto a molti dipendenti un giuramento di riservatezza riguardo le informazioni di cui vengono a conoscenza, che spesso non possono circolare neanche fra i membri di uffici diversi.

La visita ha visto la partecipazione di diversi membri dell’organizzazione, fra cui un ufficiale della Marina Militare Italiana, un rappresentante dell’ufficio legale, un rappresentante degli uffici per il controllo e lo svolgimento dell’effettivo smantellamento, e due stagisti.
Tutti questi membri hanno riassunto ed esplicato il loro ruolo all’interno dell’istituzione, permettendo ai ragazzi di valutare la possibilità di inoltrarsi, successivamente alla laurea, in carriere come quelle presentate.

Il Tribunale speciale per il Libano è un tribunale ad hoc internazionalizzato, creato per l’attentato al primo ministro libanese Rafiq Al-Hariri. Questo tribunale giudica secondo il diritto nazionale Libanese, con l’assistenza tuttavia di organi internazionali, che si occupano fra le altre cose, anche di svolgere indagini di accertamento riguardo ai fatti verificatisi.
La visita al tribunale si è svolta secondo un preciso itinerario, che ha interessato in primo luogo la struttura vera e propria del tribunale. L’edificio era infatti adibito precedentemente a base dei servizi segreti olandesi, ed è stato smantellato e riadattato al nuovo compito.
Terminata la visita della struttura vera e propria, si è tenuto un incontro con i diversi organi del tribunale, fra cui la difesa, un rappresentante delle camere e l’accusa.

In quest’occasione sono state rivolte diverse domande ai relatori da parte dei ragazzi, che hanno avuto modo di approfondire il ruolo istituzionale degli stessi, e le motivazioni che li hanno portati a una carriera di tipo internazionale. Tali ruoli infatti permettono di avere grandi soddisfazioni a livello morale e professionale, ma chiedono a chi li sceglie alcuni sacrifici, come la disponibilità ad abbandonare, per periodi più o meno lunghi, il luogo familiare e la nazione d’origine.


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013-05-02


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