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Il calcio, scuola di cultura
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE
Si conclude l’anno sociale di Audax pro Libertate mentre inizia il campionato di calcio in Brasile.

Lo sport come strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna. Così papa Francesco, nel video messaggio per i Mondiali di calcio in cui indica tre lezioni della pratica sportiva, tre atteggiamenti essenziali in favore della pace: la necessità di “allenarsi”, il “fair play” ed il rispetto degli avversari.

Se per vincere è necessario allenarsi, “possiamo vedere, in questa pratica sportiva, una metafora della nostra vita” dice il Papa.

Ma quanto conta lo sport nella vita di un ragazzo di oggi?

Alberto Azzimonti, “Audax Pro Libertate”: Tanto! Lo sport e il calcio in particolare, hanno sempre fatto grande presa sui ragazzi; attualmente queste attività stanno diventando un momento di svago sempre più importante per i ragazzi, dato l’aumento delle ore di scuola. I ragazzi hanno sempre meno tempo sia da passare con gli amici, in cortile o all’oratorio, come si faceva fino a qualche anno fa, o in famiglia. I momenti di svago, quindi, per stare all’aria aperta con i compagni sono, sempre più spesso, sostituiti con il momento dell’attività sportiva organizzata. E siccome si trascorre meno  tempo in famiglia, l’allenamento diventa anch’esso un’occasione sempre più importante di educazione dei bambini. Per questo inseriamo in alcuni momenti sportivi anche degli incontri di catechesi. Siamo fermamente convinti che tutto si possa realizzare in pienezza solo con il sostegno della preghiera.

Importante anche il fair play, dice il Papa, perché “il calcio può e deve essere una scuola per la formazione di una cultura dell’incontro, che porti armonia e pace tra i popoli”.

AA: Massimiliano Montresor, il presidente dell’Audax, Gabriele Centomo, il segretario ed io, tutti membri del Regnum Christi, insistiamo affinché il comportamento dei ragazzi e degli allenatori, in campo e delle famiglie, fuori, sia improntato alla moderazione e al giusto divertimento, senza eccessi. Quest’anno, le famiglie dei nostri ragazzi hanno partecipato attivamente alle partite preparando la merenda, sia per gli atleti dell’Audax sia per i ragazzi della squadra avversaria!I momenti spontanei di aggregazione tra le famiglie anche fuori dagli appuntamenti  istituzionali delle attività sportive! Siamo una realtà ancora piccola ma, grazie a Dio, cominciamo a raccogliere i primi frutti.

Si può davvero contribuire alla formazione umana di un ragazzo attraverso lo sport?

Sì! La singolarità del nostro progetto è proprio nell’impegno di conciliare la pratica sportiva con l’educazione umana, la crescita nelle fede e lo sviluppo delle virtù che vengono valutate “sul campo”. Il metodo di lavoro è: “Prima l’uomo, poi il calciatore”, perché siamo convinti che un buon calciatore debba essere prima di tutto una persona ben formata.

Oltre agli incontri per l’allenamento dei ragazzi, organizziamo momenti di ritrovo con le famiglie, riferimento imprescindibile per le finalità che ci siamo prefissati.

Quali progetti per il prossimo anno?

Sicuramente aumentare la competenza tecnica degli allenatori per offrire un “prodotto” sempre più qualificato: vogliamo che i ragazzi imparino veramente a giocare a calcio. Vorremmo aggiungere alle attività dei ragazzi qualche appuntamento di formazione umana per i dirigenti e gli allenatori e anche per le famiglie.

Vorremmo coinvolgere qualche dirigente nella vita del Regnum Christi. Siamo convinti che la vita di preghiera sia parte integrante della nostra attività e del nostro impegno nella formazione dei giovani. Crediamo nei progetti che uniscono la formazione cristiana e umana con l’attività sportiva.

In agosto trascorreremo un fine settimana di ritiro in montagna con alcuni ragazzi e le famiglie per preparare la prossima stagione: ci saranno momenti di attività sportiva e momenti di formazione spirituale e umana.

Il nostro sogno nel cassetto è la creazione di un impianto sportivo tutto nostro, progettato secondo le nostre esigenze, con spazi dedicati allo sport, ovviamente, ma anche con spazi per lo studio, la preghiera e gli incontri. È una meta che piano piano sembra si stia avvicinando sempre più, ma lasciamo tutto in mano alla Provvidenza, che in questi anni si è sempre mostrata attenta e puntuale.

A Olgiate Olona (VA), nella sede del centro sportivo “Gerbone”, sabato 14 giugno pv, si festeggia la fine dell’anno sociale di “Audax Pro Libertate” nata nel 2010 come progetto di alcuni membri del Movimento Regnum Christi, con l’ambizioso obiettivo di offrire ai giovani atleti un ambiente che permetta loro di crescere sia nelle abilità sportive sia nella pratica delle virtù umane e cristiane.

«Nella vita è necessario lottare, ”allenarsi”, impegnarsi per ottenere risultati importanti» ha detto ancora il Papa. «Lo spirito sportivo ci rimanda in tal modo, un’immagine dei sacrifici necessari per crescere nelle virtù che costruiscono il carattere di una persona. Se per migliorare una persona è necessario un “allenamento” intenso e continuo ancora più impegno dovrà essere investito per  arrivare all’incontro e alla pace tra individui e tra i popoli ‘migliorati’!» (traduzione dall’originale in portoghese a cura di Radio Vaticana).


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-06-12


 
 

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