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Cyberbullismo, se ne parla all’Istituto di Studi Superiori sulla Donna
ITALIA | APOSTOLATO | NOTIZIE

di Vania Amitrano per far-Famiglia

Cyberbullismo: quanto ne sappiamo noi genitori di questo tema?

Io personalmente, con tanto di figlio adolescente, non sapevo nemmeno come si scrivesse la parola.

Forse lo percepiamo come un reale problema per i nostri figli solo nel momento in cui la cronaca ce ne porta tristemente a conoscenza attraverso il resoconto di storie drammatiche che ci giungono dai media, notizie che però si spengono col sopraggiungere di qualche accadimento ancor più clamoroso. Ma resta sempre il tempo, tanto tanto, che i nostri figli trascorrono con lo sguardo fisso su uno schermo, che sia tablet, pc, smartphone, i-phone o altro.

L’incontro che si è svolto il 4 giugno scorso presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, promosso dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna, è stato un delicato e interessante invito a non restare nell’ignoranza, per dare un seguito concreto a notizie allarmanti senza allarmarsi.

È difficile come genitori potersi porre con animo davvero sereno di fronte all’argomento internet. La nostra generazione di “non nativi digitali” ha dovuto imparare in età adulta ad utilizzare mezzi di cui facciamo ancora fatica a capire la portata, ma al tempo stesso con stupore immenso continuamente ne apprezziamo l’utilità e i vantaggi.

I nostri figli invece li padroneggiano con estrema disinvoltura; loro però, i nativi digitali, ne fanno un uso nella maggior parte dei casi alquanto preoccupante. Ce lo dice il direttore generale del Moige, il dott. Antonio Affinita, che grazie al contributo del dott. Tonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università Lumsa, ha condotto un’indagine sull’uso che i giovani fanno di internet. Da questa indagine è emerso che, nella maggior parte dei casi, i ragazzi usano il web per gioco, per condivisione sociale o per qualunque genere di svago o curiosità, dal più sano al più pericoloso; insomma quasi tutto tranne che per aggiornarsi, tenersi informati o fare approfondimenti che potrebbero tornare utili alla loro formazione culturale (senza considerare il grave problema delle fonti, che su internet risultano spesso assai discutibili).

Internet pare davvero per noi poveri genitori un mondo difficile da conoscere e difficile soprattutto da gestire, ma di fronte ad alcuni pericoli il rimedio c’è.

Il bullismo, spiega il dott. Federico Tonioni, psichiatra e coordinatore dell’Ambulatorio per la Dipendenza da Internet presso il Policlinico universitario Agostino Gemelli, è un fenomeno che esiste da sempre, la persecuzione e l’aggressività fanno parte dell’esperienza umana. Tuttavia il web ha esacerbato molte situazioni che in passato sarebbero state di più facile gestione. Per ragazzi che abitualmente frequentano internet un atto che concerne la vita off-line è direttamente connesso alla vita on-line e l’on-line acutizza gli istinti.

On-line tutto è più esasperato semplicemente perché non c’è il corpo, che nella realtà ci contiene, ma nel web resta celato. Il linguaggio non verbale del corpo, così importante nella vita reale, è assolutamente assente on-line, per questo ogni genere di istinto è manifestato dal soggetto in modo più esasperato nel web, inoltre l’anonimato favorisce reazioni molto più aggressive che nella realtà. Un altro problema della comunicazione on-line, oltre che il linguaggio, mutilato di un suo aspetto essenziale come il corpo, e la falsa copertura che l’anonimato offre, è la visibilità. La visibilità nel mondo del web è fondamentale, nel bene e nel male, e purtroppo l’immagine di sé che l’adolescente si va costituendo attraverso le esperienze nel mondo reale spesso si va a sovrapporre all’identità che questi si costituisce on-line. Tuttavia la vera benzina del bullo sono gli spettatori tanto nella vita reale quanto in quella virtuale, per cui tolti gli spettatori il bullo smette.

Se consideriamo che i nostri figli hanno fortemente bisogno di comunicare con l’altro anche con lo sguardo attraverso il quale possono vivere quel rispecchiamento emotivo che è fondamentale per il loro sano sviluppo e che consente loro di riconoscere se stessi nell’altro, allora la soluzione sta anche nel saper moltiplicare le situazioni di reale condivisione insieme in famiglia, tra genitore e figlio, tra figli, tra fratelli e amici.

Per aiutare i nostri figli a vivere internet con equilibrio come un mezzo utile ma dal quale possano sentirci anche liberi, autonomi e capaci di una vita reale vera, è quindi importante mettere da parte il nostro pregiudizio che ci acceca e quel naturale atteggiamento difensivo che abbiamo di fronte ad internet e restaurare una sana relazione fatta di eventi reali e di linguaggi che passano anche attraverso il corpo.

L’onorevole Micaela Campana, deputato del PD, ha poi esposto i termini di una interessante proposta di legge attualmente in lavorazione per contrastare il cyberbullismo. Si tratta di una proposta nata dal basso, dagli stessi studenti e genitori incontrati dall’Onorevole nelle scuole. Il cyberbullismo è di fatto un fenomeno nuovo, ma già diffuso in modo trasversale nella società. In un mondo in cui virtuale e reale per i ragazzi spesso coincidono e in cui nulla viene mai definitivamente cancellato, è necessario riconoscere il problema come reale e urgente definendo gli atti di cyberbullismo come reato e offrendo la possibilità alle autorità di intervenire.

Noi genitori e insegnanti spesso non abbiamo gli strumenti e le conoscenze sufficienti per poterci mettere in relazione con questa realtà, ma ciò non significa che non si debba cercare di intervenire ugualmente, perché, come ha giustamente ribadito il Direttore del Moige, noi genitori siamo gli unici, nello sconfinato panorama di internet, a non avere conflitti di interesse in materia, gli unici per cui il solo vero scopo da perseguire è il bene dei propri figli.

Fonte:

www.farfamiglia.it

leggo qui l’originale: http://www.farfamiglia.it/articoli/articoli.php?id_articolo=662


DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014-06-27


 
 

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