Il ritiro mensile è una pausa in mezzo alle occupazioni
quotidiane per dedicarsi alla preghiera e alla riflessione personale in
un ambiente di serenità e silenzio. Il principale obbiettivo del
ritiro è il dialogo con Dio attraverso l’ascolto della sua
parola, le meditazioni guidate e l’esame della propria vita.
Il
ritiro mensile è un’occasione privilegiata per confermare o riprendere il
cammino del progresso spirituale e permettere a ciascuno di confrontare
la propria vita con il Vangelo, assimilare e approfondire le
verità basilari della fede e della morale, e verificare se
gli atteggiamenti e i comportamenti personali corrispondano ai principi e
alle convinzioni fondamentali della vita cristiana.
In questo modo si forma
l’uomo, il cristiano e l’apostolo. Mentre nel cuore matura l’apertura
verso Dio e il prossimo, si sviluppa la psicologia e
l’emotività, si gerarchizzano i valori, e si sviluppa il senso
della trascendenza e dell’eterno.
Un elemento di particolare valore in ogni
ritiro spirituale è la vita sacramentale. Perciò, se ci sono
sacerdoti disponibili, si offre solitamente ai partecipanti la possibilità di
avvicinarsi al sacramento della confessione e si conclude il ritiro
con la celebrazione della Santa Messa e la comunione eucaristica.
È bene vivere il ritiro in
un clima di raccoglimento esteriore e interiore, affinché sia più
fruttuoso, lasciando da parte le distrazioni e le preoccupazioni quotidiane
e aprendosi alle luci e alle mozioni interiori che Dio
vuole concedere a ciascuno per mezzo della predicazione o della
preghiera personale.
Triduo di rinnovamento o esercizi spirituali
Una volta all’anno, i membri
del Movimento dedicano uno spazio più ampio al contatto con
Dio mediante il triduo di rinnovamento o gli esercizi spirituali.
Il triduo di rinnovamento dura tre giorni, mentre gli esercizi
spirituali possono durare fino a sei o otto giorni. Gli
esercizi spirituali possiedono una dinamica interna che, presupponendo l’aiuto della
grazia divina, conduce chi li fa con serietà a una
forte esperienza spirituale di conversione e di identificazione con Gesù
Cristo.
In questi giorni di particolare raccoglimento spirituale, si trova un’occasione
privilegiata per l’incontro fecondo e rinnovatore con Dio e con
se stessi. In essi matura e si consolida la fede,
si cresce nella conoscenza di se stessi, si consolidano lo
spirito cristiano e apostolico, si cerca serenamente la volontà di
Dio e si orientano o ratificano le decisioni profonde della
propria vita in linea con il Vangelo.
È bene affrontare il
triduo con una grande visione di fede, con l’atteggiamento e
l’impegno necessari per approfittarne, con un intenso desiderio di incontrarsi
con Dio nella preghiera e di servirsi del silenzio e
del raccoglimento per ricevere, con le migliori disposizioni possibili, l’azione
della grazia di Dio nel proprio cuore.
Conviene anche approfittare di
questi giorni di pace e serenità per considerare la propria
vita alla luce della volontà di Dio, riconoscendo le proprie
miserie e limitazioni, e riprendere il cammino della conversione e
della riconciliazione con Dio. In questo senso è opportuno che,
in accordo con il prudente giudizio del confessore o direttore
spirituale, si faccia una confessione generale dei peccati commessi durante
l’anno.
Come frutto aggiuntivo del triduo di rinnovamento o degli esercizi
spirituali, è bene che i partecipanti elaborino o rivedano il
loro programma di vita spirituale e rinnovino le proprie promesse
di incorporazione al Regnum Christi durante la celebrazione
eucaristica conclusiva (Manuale dei Membri del Regnum Christi nn. 262-271).